18 maggio, martedì - pomeriggio
- Cod. B.14
- 18/05/2010
- 15:00 - 18:00
- In collaborazione con:

Azione collettiva e standard di servizio
La disciplina dell’azione collettiva nei confronti della Pubblica amministrazione (d. lgs 198/2009) rappresenta il coronamento di uno sforzo riformatore che va sotto il nome di Riforma Brunetta.
Il motivo ispiratore di questa disciplina è quello di consentire ai cittadini di stimolare l’azione della PA sollecitandone l’efficienza e la coerenza con gli standards economico-qualitativi che essa stesa si è data, in coerenza con il ciclo della performance che, ai sensi del d lgs 150, dovrà guidarne il programma di azione e gli standards di qualità cui sono vincolate le PP AA. e i concessionari dei servizi pubblici.
Per questo l’azione collettiva non è stata concepita come un ulteriore strumento giudiziario per soddisfare (solo) un interesse particolare. Ciò per cui esistono già gli istituti del processo amministrativo (ivi compresa l’azione di risarcimento). Nell’azione collettiva l’idea è quella di affidare ai cittadini che l’attivano un ruolo sollecitatorio e ausiliario rispetto ad un’azione efficiente della PA, nell’interesse generale. La normativa prevede, infatti, che l’interesse individuale sia collegato ad un interesse a carattere esponenziale, “giuridicamente rilevante e omogeneo per una pluralita' di utenti e consumatori” (per parafrasare l’art. 1 del d. lgs 198/2010).
Il modello è più quello di un’azione popolare nell’interesse della collettività, che quello dell’azione giudiziaria per la soddisfazione di un interesse particolare.
L’effetto vuole essere, dunque, prima di tutto di responsività più che di responsabilità giuridica dell’amministrazione. E’ questo il motivo per il quale la fase pre-contenziosa promossa con la diffida di cui all’art. 3 del d. lgs. 198/2009 ha una rilevanza strategica e mira a scongiurare l’esito giudiziario.
Solo in caso di manifesta inadeguatezza del rispetto degli standard, comprovata dall’incapacità dell’amministrazione di reagire alle sollecitazioni, anche a seguito della diffida, si apre la strada al ricorso, che, come è previsto è innanzitutto finalizzato, sempre in prospettiva sollecitatoria e ausiliaria, ad una pronunzia che ordini “alla pubblica amministrazione o al concessionario di porvi rimedio entro un congruo termine” (art. 4 d. lgs 198/2009).
L’Italia, come tutte le grandi democrazie ha avviato da ormai un ventennio uno sforzo di trasformazione dell’azione dei pubblici poteri, orientato a realizzare un’amministrazione di servizio in collaborazione con i cittadini utenti.
La pubblica amministrazione, per funzionare, ha bisogno di essere trasparente e consentire così ai cittadini i svolgere quel ruolo di sollecitazione costruttiva e di ausilio informativo, che spinga gli operatori a migliorare le proprie prestazioni, vedendo contemporaneamente e pubblicamente riconosciuta anche la propria capacità e il proprio merito.
L’azione collettiva - che costituisce un istituto unico nel panorama comparato - rappresenta una sfida per realizzare questi obiettivi.
Il panel intende offrire un’occasione di dibattito e approfondimento per individuare le potenzialità e le criticità di tale innovativa riforma amministrativa.
Programma
Chairperson
Giovanni Guzzetta (Consigliere - del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione) - Atti
Un PA ordinata in standard. Effetti del decreto legislativo 198/2009“Il decreto legislativo 198/2009 introduce uno strumento che in altri tempi (non troppo lontani) sarebbe stato considerato eversivo”. Così Giovanni Guzzetta introduce il confronto sulla disciplina dell’azione collettiva contro la pubblica amministrazione, formalizzata dopo un acceso confronto tra le parti interessate. “La disciplina ha una sua coerenza e indubbi elementi di novità. L’intera attività amministrativa, ovvero della pubblica amministrazione e dei concessionari dei servizi pubblici – sottolinea - si troverà ordinata in standard qualitativi ed economici”.
Intervengono
- Maria Giulia Cosentino (Magistrato Ordinario Ufficio Legislativo - del Dipartimento della Funzione Pubblica) - Atti
Elementi di innovazione nella disciplina dell’azione collettiva contro la PAMaria Giulia Cosentino ripercorre il non facile iter legislativo dell’azione collettiva contro la PA, evidenziando le posizioni dei diversi portatori di interesse. Pur riconoscendo che non ci troviamo di fronte ad uno strumento “perfetto”, sottolinea la portata innovativa della disciplina così come tracciata nel decreto legislativo 198/2009. Tra gli elementi di maggiore interesse: l’allargamento della concezione d pubblica amministrazione, il riconoscimento dell’evoluzione del ruolo del giudice amministrativo, l’attivazione di un circuito reputazionale pubblico per le amministrazioni inadempienti. “Rimane l’apertura verso i miglioramenti proposti, pur entro i vincoli finanziari imposti”.
- Teresa Petrangolini (Segretario Generale - Cittadinanzattiva) - Atti
L’azione collettiva contro la PA vista dai cittadini attiviCittadinanzattiva vede nella disciplina dell’azione collettiva contro la PA pregi e difetti. Teresa Petrangolini li spiega con chiarezza e sintesi, proponendo concrete opzioni di miglioramento della legge. “Nel frattempo – chiarisce - Cittadinanzattiva ha scelto di usare la legge cercando di renderla il più possibile favorevole al cittadino e di considerare validi gli standard già esistenti in Carte dei servizi e leggi”.
- Roberto Malaman (Direttore Generale - Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas) L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha introdotto nell'arco di un decennio una robusta serie di obblighi di servizio, standard specifici e standard generali sia per le attività svolte in regime di monopolio (reti) che, seppur in misura minore, per le attività in regime di concorrenza (vendita di energia). Il rapporto tra standard di servizio e azione collettiva possono quindi assumere connotazioni specifiche in settori fortemente regolati come quelli dell'energia elettrica e del gas, proprio in considerazione del fatto che le diverse tipologie di standard introdotti dall'Autorità di regolazione settoriale sono state associate a forme di penalizzazione in caso di violazione da parte dei soggetti esercenti.
- Nereo Zamaro (ISTAT) - Atti
Il Barometro della qualità effettiva dei servizi pubblici. Oltre l’efficaciaNereo Zamaro ripercorre il lavoro che ha portato alla costituzione del Barometro della qualità effettiva dei servizi pubblici, alla cui sperimentazione hanno aderito INPS e ACI. Al centro un indicatore sintetico della qualità amministrativa e dei servizi, in un percorso che, partendo dalla definizione di qualità effettiva, ha portato alla declinazione in dimensioni e indicatori standardizzati. "L'obiettivo - spiega - è quello di raccogliere dati confrontabili nel tempo, fornendo informazioni non solo sull'efficacia dei servizi, ma anche sulla reputazione dell'amministrazione".
- Maria Giulia Cosentino (Magistrato Ordinario Ufficio Legislativo - del Dipartimento della Funzione Pubblica) - Atti













