19 maggio, mercoledì - pomeriggio
- Cod. B.05
- 19/05/2010
- 15:00 - 18:00
- In collaborazione con:

L'impatto della riforma sulla contrattazione
Riguardo alla contrattazione collettiva, nazionale ed integrativa, il decreto legislativo 150/2009 dà vita a un processo di convergenza non solo normativo, ma anche sostanziale, con il settore privato.
Le norme rispondono alla necessità di costituire il dirigente come rappresentante del datore di lavoro pubblico (identificato in modo ampio nei cittadini-utenti e nei contribuenti), e quindi alla necessità di ribadire i poteri del dirigente in quanto responsabile della gestione delle risorse umane e della qualità e quantità del prodotto delle pubbliche amministrazioni, indicando chiaramente, in risposta allo specifico principio di delega contenuto nella legge n.15 del 4 marzo 2009, quali materie rientrano nell’ambito della contrattazione e quali no.
A tale finalità, del resto, risponde il principio della inderogabilità della legge da parte della contrattazione, a meno di specifica indicazione della legge stessa, posto dal legislatore in apertura della legge n. 15/2009 a tutela della normativa e dell’autonomia e responsabilità dirigenziale nei confronti dell’invadenza di una contrattazione eccedente i limiti della legge nella pratica degli anni recenti.
Le nuove disposizioni creano un legame forte tra contrattazione decentrata, valutazione e premialità: in particolare, viene rafforzato, in coerenza con il settore privato, il condizionamento della contrattazione decentrata, e quindi della retribuzione accessoria, all’effettivo conseguimento di risultati programmati e di risparmi di gestione.
Il convegno, cui parteciperanno anche le Organizzazioni sindacali, propone un confronto aperto sul tema.
L’evento si svolge in memoria di Ubaldo Poti, primo Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, grande e rimpianto esperto delle politiche del lavoro pubblico.
Programma
Chairperson
Antonio Naddeo (Capo - Dipartimento della Funzione Pubblica)Il rafforzamento delle responsabilità datoriali dei pubblici dirigentiAntonio Naddeo conduce il confronto tra esperti di dottrina, dirigenti, rappresentanti politici ed esponenti sindacali sui rapporti tra legge e contrattazione dopo la riforma del pubblico impiego introdotta dal D.lgs. 150/09. La sua analisi si concentra sul ruolo della legge nell’incentivare la dirigenza a svolgere correttamente le funzioni del datore di lavoro, considerando ancora, però, la contrattazione collettiva nazionale e la contrattazione integrativa come capisaldi della gestione del rapporto di lavoro.
Intervengono
- Gianfranco D'Alessio (Ordinario di Diritto Amministrativo - Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Scienze Politiche) Le fonti normative del rapporto tra legge e contrattazione nel pubblico impiego
Gianfranco D’Alessio analizza le fonti normative riguardanti gli ambiti del rapporto di lavoro del pubblico impiego regolati dalla legge e quelle che ridefiniscono il ruolo della contrattazione. La sua conclusione è che dopo il D.lgs. 150/09 rimanga un impianto complessivamente legato alla contrattazione, ma che i suoi confini siano più limitati sia in termini di principio che in concreto attraverso una serie di specifiche disposizioni.
- Giovanni Valotti (Dean Undergraduate School - Università Bocconi) Imparare dagli errori del passato per rilanciare il lavoro pubblico
Govanni Valotti, autore del libro Fannulloni si diventa, parte dai fattori di maggiore criticità del presente (scarsa produttività e problemi di distribuzione, qualità e intensità del lavoro pubblico) per analizzare le cause che li hanno generati e proporre una riqualificazione basata sulla selettività degli incentivi, sulla definizione dei compiti tra gestione e contrattazione e sull’utilizzo del contratto come strumento per attuare un'efficace politica del personale.
- Michele Gentile (Coordinatore Dipartimento Settori Pubblici - CGIL) - Atti
L’indebolimento del ruolo della contrattazione per effetto del D.lgs.150/09Michele Gentile sostiene che la riforma Brunetta ha reso del tutto residuale il ruolo della contrattazione ed evidenzia le contraddizioni di una riforma che presuppone i contratti collettivi nazionali senza che venga affrontata la stagione del rinnovo contrattuale. Più che di una ri-pubblicizzazione – dice Gentile – si tratta di una situazione nella quale sul rapporto di lavoro di natura “privatistica” vengono a cadere regole che impediscono la possibilità di definire in modo condiviso questioni che riguardano le condizioni del lavoro pubblico.
- Andrea Garlatti (Assessore regionale alla funzione pubblica - Regione Friuli Venezia Giulia) Focalizzazione delle funzioni e reversibilità della spesa pubblica per la competitività
Partendo dall’esperienza della sua Regione, Andrea Garlatti propone di concentrarsi sulle condizioni operative abilitanti l’applicazione dei principi della riforma Brunetta, con l’obbiettivo di una maggiore competitività dell’intero Sistema Paese. Per evitare l’acuirsi della conflittualità, che porterebbe ad una mera applicazione formale dei principi di merito e selettività, Garlatti sottolinea l’importanza dei momenti di condivisione e composizione degli interessi dei diversi attori del pubblico impiego.
- Paolo Pirani (Segretario Confederale - UIL) - Atti
La contrattazione come elemento indispensabile per l’applicazione della riforma del pubblico impiegoPaolo Pirani riconosce al D.lgs. 150/09 il merito di aver introdotto il criterio della responsabilizzazione del dirigente, ma pone una serie di punti interrogativi sull’efficacia della sua attuazione. In primis invita a porre l’attenzione sulla sua perdita di valore in caso di blocco della contrattazione, poi sottolinea come l’inverarsi del processo di modernizzazione organizzativa e produttiva della PA sia condizione necessaria per un’effettiva riforma basata sulle performance.
- Eugenio Gallozzi (Direttore dell'Ufficio per le relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni - Dipartimento della Funzione Pubblica)
- Gianfranco D'Alessio (Ordinario di Diritto Amministrativo - Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Scienze Politiche)













