17 maggio, lunedì - pomeriggio
- Cod. EG.01
- 17/05/2010
- 15:00 - 18:00
Politiche e strumenti per la Giustizia digitale
Il convegno si propone di dar conto delle iniziative più innovative che, nell’ambito del piano di e-gov2012, sono state realizzate per la digitalizzazione di alcuni adempimenti giudiziari.
Il progetto per la giustizia digitale si propone il miglioramento dell'apparato giudiziario attraverso metodi di lavoro che sfruttino meglio le potenzialità degli strumenti ICT. Dunque non soltanto tecnologia, ma anche e soprattutto un programma di collaborazione nel mettere a punto procedure previste dalle norme, ma che ancora non hanno trovato piena attuazione nella pratica corrente.
I benefici attesi consistono nella riduzione della durata dei procedimenti, nel risparmio dei costi dovuti alle comunicazioni tradizionali e nel miglioramento dell'efficienza dell'apparato pubblico per la possibilità di utilizzare meglio le risorse di personale oggi dedicate ad attività ancora scandite dai tempi della burocrazia cartacea.
L'iniziativa rappresenta un ulteriore passo verso lo sviluppo del piano di E-government 2012, promosso dal Ministro Renato Brunetta e si inquadra in un disegno che prevede vari poli attuativi destinati a proporsi come modello per le diverse realtà italiane, avendo sempre come obiettivo il miglioramento dei servizi forniti dalle pubbliche amministrazioni.
Programma
Chairperson
Davide Giacalone (Consulente - Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione)La digitalizzazione della giustizia: come avviare un cambiamento senza riformeIl sistema giudiziario italiano necessita di interventi normativi che sappiano restituire alla giustizia il suo pieno significato di servizio al favore del cittadino. Tuttavia, nell’attesta di un sistema di riforme, il sistema attuale può conoscere dei profondi cambiamenti attraverso un processo di informatizzazione che è capace di intervenire sulla durata dei procedimenti e favorire le attività svolte da tutti gli operatori del mondo giudiziario. E’ necessario tuttavia considerare che questi cambiamenti devono avvenire in modo sistematico e omogeneo in tutto il Paese poiché al cittadino deve essere garantito lo stesso servizio indipendentemente da tempo e luogo in cui egli avanza la sua richiesta.
- Stefano Aprile (Direttore Generale del Dipartimento Organizzazione Giudiziaria, Personale e Servizi - Ministero della Giustizia) - Atti
Quadro normativo, iniezione di tecnologia e struttura organizzativa: tre momenti fondamentali per l’innovazione del sistema giudiziario.Il sistema giudiziario italiano sta conoscendo un momento di profondo cambiamento grazie alla introduzione di tecnologie che digitalizzano i processi favorendo un’azione operativa più snella e reattiva: l’introduzione della PEC, la digitalizzazione dei documenti processuali e l’avvio de,i pagamenti in via telematica sono innovazioni che hanno l'obiettivo di rivoluzionare la macchina giudiziaria e contribuire al benessere dell’intero sistema paese. La forte spinta all’innovazione del sistema giudiziario si fonda su tre momenti fondamentali: l’introduzione della tecnologia, che è in grado di snellire tutte quelle procedure per le quali non è richiesta la discrezionalità del giudice; un sistema legislativo che sia in grado di favorire l’iniezione di tecnologie e la disponibilità di strumenti normativi flessibili e capaci di adattarsi alle continue sollecitazioni; una organizzazione della struttura interna capace di adattarsi ai cambiamenti posti in essere dall’iniezione di tecnologia per sfruttarne al meglio le possibilità.
- Stefano Aprile (Direttore Generale del Dipartimento Organizzazione Giudiziaria, Personale e Servizi - Ministero della Giustizia) - Atti
- Livia Pomodoro (Presidente - Tribunale Ordinario di Milano) - Atti
Politiche e strumenti per la Giustizia digitale: il Tribunale di MilanoL’introduzione dei sistemi informativi digitali non sono sufficienti per risolvere i problemi di carattere strutturale dell’amministrazione della giustizia. La strada informatica è senza dubbio una via necessaria da percorrere e da migliorare per giungere ad una gestione informatizzata a pieno regime delle azioni giudiziarie. Tuttavia, l’introduzione di strumenti innovativi da sola non basta: all’uso di strumenti telematici è necessario affiancare un cambiamento della mentalità professionale per avviare un processo di mutamento dell’amministrazione della giustizia sia sotto l’aspetto culturale che organizzativo. Sarà dunque necessario favorire una presenza continua e costante di educatori al mutamento della mentalità, una collaborazione costante di tutte le professionalità coinvolte e un coordinamento di tutte le realtà territoriali interessate per poter per garantire effetti che abbiano una portata collettiva. Livia Pomodoro riporta l’esperienza del Tribunale di Milano.
- Livia Pomodoro (Presidente - Tribunale Ordinario di Milano) - Atti
- Carmelo Ferraro (Direttore dell'Ordine - Tribunale di Milano) - Atti
La digitalizzazione della giustizia: un cambiamento organizzativo e culturale.Le disfunzioni del sistema giudiziario ricadono negativamente sull’attività professionale degli avvocati, i quali, nel tempo, hanno maturato l’esigenza di modernizzare e velocizzare alcuni aspetti delle procedure in atto. Da questa esigenza è nata la consapevolezza che il cambiamento del sistema può avvenire solo se accompagnato da un parallelo cambiamento culturale e organizzativo del professionista. L’avvocato, infatti, è chiamato ad utilizzare degli strumenti diversi da quelli tradizionali e a dotarsi di mezzi informatizzati che automaticamente lo pongono nella condizione di dover cambiare il modo di vedere l’attività professionale svolta. All’interno di un processo di digitalizzazione della giustizia, l’avvocato è dunque chiamato a compiere uno sforzo per innescare un processo di mutamento. Carmelo Ferraro riporta la testimonianza dell’ordine degli Avvocati di Milano e il successo raggiunto attraverso tre elementi fondamentali: elevato impegno e determinazione; una grande collaborazione tra l’Ordine e il Tribunale di Milano e la realizzazione di una Commissione Mista, un tavolo di lavoro dove discutere su problemi e nuove soluzioni.
- Carmelo Ferraro (Direttore dell'Ordine - Tribunale di Milano) - Atti
Intervento congiunto
- Francesca De Carlo (Cancelliera - Corte d'Appello di Venezia) - Atti
Processo di informatizzazione dell’attività giudiziaria: lo sforzo della Cancelleria del distretto di Venezia.Il processo di informatizzazione dell’azione giudiziaria ha interessato anche le Cancellerie. Francesca De Carlo riporta brevemente gli sforzi maggiori che sono stati compiuti dalla Cancelleria del distretto di Venezia: dalla resta dei registri, la modifica degli stati dei fascicoli, e il monitoraggio e controllo del corretto inserimento dei dati degli avvocati.
- Guido Federico (Consigliere - Corte d'Appello di Venezia) - Atti
Processo di informatizzazione dell’attività giudiziaria: lo sforzo e i traguardi raggiunti dalla Corte di Appello di Venezia.L’informatizzazione dell’attività giudiziaria è un processo particolarmente difficile, per la complessità dei procedimenti e per il numero di soggetti coinvolti. In un tal contesto, l’unica via strategica percorribile è quella che vede la collaborazione attiva di tutte le professionalità coinvolte nel processo, al fine di garantire un approccio sistemico e un effetto uniforme sul territorio. Guido Federico riporta lo sforzo compiuto dalla Corte di Appello di Venezia.
- Francesca De Carlo (Cancelliera - Corte d'Appello di Venezia) - Atti
- Carmelo Asaro (Consigliere - Corte di appello di Roma) - Atti
Politiche e strumenti per la Giustizia digitale: il Tribunale di RomaNell’ambito del protocollo Alfano-Brunetta, che ha visto costituirsi nell’aprile 2009 due gruppi di lavoro, uno per il penale e uno per il civile, per l’avvio di una sperimentazione informatica, il Tribunale di Roma è intervenuto su due segmenti specifici dell’attività giudiziaria: navigabilità del DVD – consegnato dall’Ufficio Copie GIP ai Difensori - contenente gli atti del procedimento, e utilizzo della PEC per la comunicazione fra il Tribunale di Riesame e i Difensori. Questi due obbiettivi sono stati portati a compimento grazie allo stato già avanzato di informatizzazione del Tribunale di Roma: l’istituzione di un Ufficio unico RE.GE, realizzato dalla collaborazione tra la Procura della Repubblica e lo stesso Tribunale e la digitalizzazione degli atti presso l’Ufficio GIP, sistema TIAP, in coordinazione alla Procura della Repubblica. Carmelo Asaro riporta i passi principali che hanno caratterizzato il processo di informatizzazione del Tribunale di Roma, descrivendo gli obiettivi raggiunti e prospettive future, senza mancare nell’individualizzazione delle criticità del processo di digitalizzazione in atto.
- Carmelo Asaro (Consigliere - Corte di appello di Roma) - Atti













