11 maggio, mercoledì - mattina
- Cod. NW.03
- 11/05/2011
- 10:00 - 12:30
Il sistema di interventi per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: un esempio di collaborazione interistituzionale
La "Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro" è un tema che - in Italia - riguarda soprattutto le donne.
Intervenire per un suo sviluppo concreto non vuol dire soltanto aumentare la qualità della vita delle famiglie e delle donne ma anche -e soprattutto- aumentare l'occupazione femminile e, con essa, la ricchezza del nostro Paese.
Una problematica di questa portata può e deve essere affrontata in ogni suo aspetto, coinvolgendo tutte le Amministrazioni dello Stato.
Così, ad esempio, dalla collaborazione tra il Ministero per le Pari Opportunità, quello per la Pubblica Amministrazione e il Dipartimento per la Famiglia, e' nato il progetto Asili Pa, che ha già portato alla creazione di oltre mille posti nido in un solo anno.
Così è stata siglata, attraverso il Ministero del Welfare, l'intesa Conciliazione con le parti sociali che consente di rendere più flessibili i tempi di lavoro per le donne.
Così, ancora, con un accordo con le Regioni attraverso la Conferenza Unificata, ha visto la luce il "pacchetto Conciliazione" del Ministero per le Pari Opportunita': 40 milioni di euro sono stati trasferiti alle Regioni e ciascuna di esse, sulla base delle esigenze peculiari del territorio, li ha investiti per creare nuovi servizi o implementare quelli esistenti. Grazie a queste risorse, sono stati finanziati interventi specifici come incentivi alle aziende Family Friendly, diffusione del tele- lavoro, creazione della banca delle ore, erogazione di voucher per i servizi di cura della prima infanzia e delle persone anziane o diversamente abili.
Programma
Chairperson
Francesca Quadri (Capo di Gabinetto - Dipartimento per le Pari Opportunità) - Atti
L'alleanza per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.Francesca Quadri illustra l'impegno profuso dal dipartimento delle Pari Opportunità per favorire la conciliazione dei tempi vita e lavoro delle donne. E' stato così elaborato, d'intesa con la Conferenza unificata, un piano generale per cui sono stati impegnati 40 milioni di euro e che sta dando buoni frutti.
Tra le altre iniziative previste il piano Italia 2020, realizzato dai ministri Carfagna e Sacconi per favorire le donne nell'accesso e nella reintegrazione nel mercato del lavoro dopo un periodo di maternità: coinvolte anche le imprese, che hanno aperto un tavolo con le parti sociali. Poi ancora il bando sperimentale dei ministeri delle Pari Opportunità, della Famiglia e della Pubblica Amministrazione per l'incremento degli asili nido nella PA, nonché il potenziamento dei contratti di reinserimento nelle Regioni del sud per le donne che hanno perso il lavoro da più di 6 mesi. Ed infine il decreto legge sviluppo che concede crediti di imposta fino al 50% degli oneri salariali per le imprese che assumono lavoratori svantaggiati, che comprendono anche le donne.
L'obiettivo del 60% di presenza femminile nel mercato del lavoro imposto dalla Strategia di Lisbona è lontano, ma il trend è positivo, visto che in un momento di crisi economica il tasso è in aumento.
Intervengono
- Mariella Zezza (Assessore al Lavoro e Formazione - Regione Lazio) - Atti
La Regione Lazio per la conciliazione di vita e lavoro.Mariella Zezza illustra le numerose iniziative che la Regione Lazio sta promuovendo per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne, con quella volontà politica che finora è mancata. Il rapporto sulle donne al lavoro dice intanto che nel Lazio l'occupazione femminile è in ripresa, fornendo importanti indicazioni per il futuro.
La Zezza cita, tra le misure adottate, il bando regionale sul tema, grazie ai 4 milioni di euro stanziati dal dipartimento delle Pari Opportunità: il Lazio sarà tra le prime Regioni d'Italia con un centro di telelavoro per le donne. Un'altra iniziativa è stata la direttiva assessorile per l'esatta suddivisione tra uomini e donne delle risorse per imprenditoria ed assunzione dei giovani. Il Lazio è stata anche la prima PA italiana ad aver firmato la carta per le pari opportunità e l'uguaglianza sul lavoro.
Queste iniziative hanno suscitato interesse persino in Europa, dove al momento esiste un dibattito molto acceso sul tema dell'innovazione sociale, ossia il nuovo settore su cui si vuole investire per uscire dalla crisi e che si traduce in capitale umano. E' dunque necessario puntare sull'istruzione dei giovani, ma soprattutto sulla conciliazione dei tempi di vita e lavoro, per le donne e più in generale per le giovani famiglie, visto che spesso dipende da questo il basso tasso di natalità. - Roberta Cocco (Responsabile progetto futuro@lfemminile - Microsoft) - Atti
Il progetto futuro@lfemminile.Roberta Cocco illustra futuro@lfemminile, il progetto di responsabilità sociale con cui l'azienda Microsoft da anni è attiva in Italia sulle tematiche femminili, promuovendo la diffusione della tecnologia. Un'iniziativa di successo tutta italiana , che funge da esempio anche all'estero.
Sul fronte della formazione, il progetto comprende corsi sull'uso delle nuove tecnologie, dal livello base fino a quello imprenditoriale. Tre anni fa, in particolare, con il dipartimento delle Pari Opportunità, è stato organizzato un corso per neoimprenditrici, rivolto anche alle donne rimaste senza lavoro a causa della crisi economica. Obiettivo: dimostrare come le moderne tecnologie possano aiutare anche nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che in Italia gravano soprattutto sulle donne.
Sul lato PA, da 4 anni è stato creato insieme a FORUM PA l'Osservatorio donne nella PA, con l'obiettivo di monitorare la presenza del gentil sesso nel settore e dimostrare il ruolo fondamentale della tecnologia. Dopo il progetto di raccolta delle buone prassi da diffondere in rete alle cittadine, il convegno è l'occasione per lanciare "Scegliere donna!", un'iniziativa volta alla promozione di profili di donne impegnate nella PA che fungano da modelli positivi per le giovani generazioni. - Tiziana Agostini (Assessore alle attività culturali, Cittadinanza delle donne, Cultura delle differenze - Comune di Venezia) - Atti
Il Comune di Venezia per la conciliazione di vita e lavoro.Premesso che la vera questione alla base della disuguaglianza di genere è di tipo culturale, Tiziana Agostini illustra le iniziative messe in campo dal Comune di Venezia per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne, testimoniando un'attenzione che la distingue ormai da trent'anni. E oltre alla collaborazione con il dipartimento delle Pari Opportunità, ora sono previsti accordi anche con Confindustria.
Una delle prime iniziative fu la nascita, in accordo con il movimento femminista, del Centro Donna, connubio tra azione politica dal basso ed istituzionale. Una realtà a cui sono collegati progetti come il centro antiviolenza e due case protette, nonché la gestione del 1522, il numero nazionale antiviolenza attivato dal ministero.
Numerose le politiche di conciliazione messe in atto anche all'interno dello stesso Comune: asilo nido d'eccellenza a livello regionale, creato già nel 2002 ; ampliamento della fascia di flessibilità per ingresso al lavoro dei dipendenti; promozione di telelavoro, part time, nonché implementazione della dirigenza femminile, puntando all'obiettivo del 25%. - Alessandra De Marco (Direttore Generale - Dipartimento per le Pari Opportunità) - Atti
Intervento al convegno NW.03 "Il sistema di interventi per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: un esempio di collaborazione interistituzionale"Creazione ed incremento di nidi o interventi similari; facilitazione del rientro al lavoro dopo congedo parentale; incentivi per acquisto di servizi di cura nella forma di voucher/buono o buono lavoro; sostegno a modalità di prestazione lavoro e tipologie contrattuali facilitanti come part time o telelavoro; altri interventi innovativi proposti da Regioni o Province compatibili con le finalità di conciliazione.
Alessandra De Marco illustra l'utilizzo delle risorse assegnate alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nell'ambito del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, specificando quali sono le cinque tipologie in cui possono concretizzarsi gli interventi da parte delle Regioni. Il Fondo è stato creato nel 2006 a partire da 3 milioni, poi incrementati, finché nel 2009 il ministro Carfagna ha stabilito, con il parere favorevole della Conferenza unificata, il decreto di riparto delle risorse non ancora spese, pari a 100 milioni di euro. Tra i 5 campi individuati, la conciliazione dei tempi di vita e lavoro rappresenta la parte più rilevante, con uno stanziamento di 40 milioni euro (40%) .
I destinatari sono tutti coloro che hanno esigenze di conciliazione, quindi in primo luogo le donne (70%), ma non solo, e coprono non solo la cura di figli piccoli, bensì anche di familiari anziani o disabili. Gli interventi sono stati individuati attraverso un'indagine quali-quantitativa svolta in parallelo su criticità, bisogni, aspettative per le donne che lavorano, in relazione agli strumenti e ai servizi di conciliazione.
- Valeria Maione (Docente di Economia del Lavoro - Università di Genova) - Atti
La conciliazione condivisa tra uomini e donne.Valeria Maione sottolinea come la tenace resistenza delle donne sul mercato del lavoro, nonostante la crisi, sia in parte riconducibile al fatto che il salario delle donne sia sempre più indifferibile, in quanto di sostegno alle finanze familiari, piuttosto che di supporto. La docente, pur complimentandosi con la concretezza delle relatrici, puntualizza poi come sia necessario cambiare prospettiva, passando dal concetto di conciliazione a quello di condivisione, o meglio di "conciliazione condivisa", per cui anche l'uomo comincia ad occuparsi della famiglia.
Da economista ritiene che uno degli snodi fondamentali del problema dipenda dal differenziale salariale retributivo, difficile persino da conoscere, visto che si va da un minimo del 6-8% al 20%. La scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro potrebbe infatti essere giustificata da un ritorno economico non all'altezza. Secondo Maione, oltre all'aspetto economico, è invece necessario tenere conto di altri come la fiscalità, oppure l'acquisizione di professionalità di fatto che la maternità permette, come nel caso del problem solving.
Maione accenna infine ad alcuni dei progetti a cui ho lavorato, come la riprogrammazione di un'azienda del settore distribuzione nell'ottica della conciliazione, secondo il concetto di orario a menù, mentre da ultimo si sta occupando del settore bancario, in cui le donne sono molto discriminate. - Mariagrazia Vendrame (Rappresentante delle Regioni nel Gruppo di Lavoro Intesa Conciliazione) - Atti
Gli interventi delle Regioni per l'Intesa Conciliazione.Mariagrazia Vendrame, dopo aver fornito alcune indicazioni di merito sull'Intesa conciliazione, insiste sull'importanza del monitoraggio da parte del gruppo di lavoro. Ma che non sia fine a se stesso, bensì per far in modo che i dati permettano al dipartimento delle Pari Opportunità di capire cosa avviene realmente sui territori e come sia meglio intervenire, nonché di divenire punto di raccordo sul tema della conciliazione, magari diventando un ministero con portafoglio.
La rappresentante delle Regioni illustra quindi alcuni degli elementi più innovativi previsti dai singoli interventi. Partendo dal coaching aziendale per le donne che rientrano dalla maternità, nel caso della Regione Lazio, passando per le iniziative previste dalla Regione Piemonte, come i nidi aziendali in ambito rurale, ossia nelle fattorie didattiche, per le donne che lavorano in agricoltura, o le forme di facilitazione per ricerche ed interventi su come modificare l'orario di lavoro - tipo telelavoro, part-time o job sharing -, o gli incentivi al congedo parentale dei padri. Per approdare infine alla sua Regione, ossia il Friuli Venezia, che ha progettato degli sportelli conciliazione per ricevere informazioni sul tema.
Molto interessante, secondo Vendrame, anche "Scegliere donna!", il progetto previsto da Microsoft nell'ambito futuro@lfemminile, per la promozione di profili di donne impegnate nella PA.
- Mariella Zezza (Assessore al Lavoro e Formazione - Regione Lazio) - Atti















