10 maggio, martedì - pomeriggio
- Cod. PA.05
- 10/05/2011
- 15:00 - 17:30
L’open data: dalle parole ai fatti
Open Data: tutti ne parlano, pochi lo fanno
L’Open Data è il tema del momento: anche in Italia sono sempre più coloro che auspicano la “liberazione” dei dati pubblici in modo da accrescere l’efficienza e la trasparenza della PA, migliorare la qualità della vita dei cittadini e fornire alle imprese nuove opportunità di business. Anche le Amministrazioni, sia pur timidamente, iniziano a pensare di adottare politiche di Open Data; molto spesso tali azioni sono frenate dai timori e dalle incertezze legate alle tante dimensioni del fenomeno: giuridica, tecnica, organizzativa.
Per passare dalle parole ai fatti
Proprio per superare tali difficoltà e consentire al maggior numero possibile di Enti di fare realmente Open Data, l’Associazione Italiana per l’Open Government ha organizzato un innovativo workshop che, strutturato secondo la formula del talk show, ha l’obiettivo di spiegare alle amministrazioni “cosa e come” si può fare Open Data.
Verranno esaminati i profili strategici (importanza per cittadini e imprese), giuridici (trasparenza, licenze e privacy), tecnici (formati, cataloghi), organizzativi (performance, monitoraggio, resistenze interne ed esterne). Nel corso dell’evento verrà distribuita la versione aggiornata della pubblicazione ““Come si fa Open Data? Istruzioni per l’uso per Enti e Amministrazioni” e verranno presentate le nuove iniziative dell’Associazione per la liberazione dei dati pubblici e il loro riutilizzo.
Nel corso dell'evento sarà lanciato il concorso "APPSFORITALY" il contest italiano sui dati pubblici aperti. APPSFORITALY che chiamerà a raccolta i più creativi programmatori italiani, nasce dalla collaborazione tra Associazione italiana per l'Open Government, il Consorzio TOP-IX, IWA (International Webmasters Association) e un ampio gruppo di attori pubblici e privati.
#forumpa #fpa_data
Sul sito è disponibile la registrazione video dell'evento. Cliccare qui
Programma
- L’open data, dalle parole ai fatti: un funzionario pubblico in cerca di risposte AttiModeratoreClaudio Forghieri(Direttore scientifico di E-Gov - e responsabile Rete Civica del Comune di Modena)

Claudio Forghieri apre e modera il convegno che - sotto l’innovativa formula del talk show e con il contributo di professionalità e voci diverse – intende rispondere alla domanda di base “Cosa sono gli open data?” per poi passare alla questione operativa “ Come una pubblica amministrazione può iniziare a fare open data?”. Forghieri spiega come e perché l’Associazione italiana per l’Open Govervnemt è arrivata a questo importante appuntamento dopo la redazione del Manifesto e della guida “Come fare Open data”, presenta gli invitati e sottolinea come il vero protagonista sia un qualsiasi “funzionario pubblico che vuole fare open data ed è per questo alla ricerca di risposte e soluzioni pratiche”.
Claudio Forghieri
E’ il direttore scientifico di Smart City Exhibition, la manifestazione di FORUM PA e Bolognafiere dedicata alle città intelligenti.
È il responsabile di "Mo-Net", la Rete Civica del Comune di Modena, una delle prime esperienze di telematica pubblica in Italia.
Sin dall’arrivo di Internet in Italia si è occupato di progetti innovativi legati all’uso delle tecnologie per la comunicazione e l’e-government. Nel 2010 è stato fra i soci fondatori dell’Associazione Italiana per l’Open Government.
Collabora con numerosi enti ed aziende ed è docente presso master di università e centri di formazione fra cui Cattolica Milano, Sapienza Roma, Trentino School of Management, CUOA Vicenza.
Ha cinquanta anni, una laurea in Storia contemporanea e un master in Gestione dell’Innovazione Tecnologica. Giornalista pubblicista, autore di varie pubblicazioni, è stato per cinque anni il direttore scientifico della rivista "e-Gov - cultura e tecnologie per l'innovazione" di Maggioli Editore.
Intervengono
- Cosa è questa openess di cui tanto si parla?Flavia Marzano(Università la Sapienza, - Associazione Italiana per l'Open Government)
Cosa è questa openess di cui sempre più si parla in riferimento alla pubblica amministrazione? Flavia Marzano spiega in breve l’evoluzione di questo concetto che rappresenta una vera e propria rivoluzione nel modo di intendere l’accesso e la pubblicità dell’amministrazione e del suo agire. Un esempio su tutti, l 'open data: il formato in cui un comune pubblica i suoi atti on line incide sulla possibilità del cittadino o di altre amministrazioni di accedere al dato, fruirne secondo le sue necessità e riusarlo.
Docente alla Sapienza di Tecnologie per l'Amministrazione Digitale. Esperta di comunitàvirtuali e gestione di contenuti, consulente per la Pubblica Amministrazione e le imprese per l'innovazione e l'adozione di cloud computing, open source, open data, social network e per lo sviluppo della Società dell'Informazione e della Conoscenza. Presidente dell'Associazione Stati Generali dell'Innovazione
- Che se ne fa Google dei dati di un Comune? AttiLaura Bononcini(Senior Policy Analyst - Google)

"Scusi, ma Google che se ne fa dei dati di un Comune"? Alla domanda di un ipotetico funzionario pubblico alle prese con l’open data, risponde Laura Bononcini, con uno dei motti alla base del successo del business di Google: put the user first. In altri termini, spiega “facciamo dei dati quello che l’utente vuole che ne facciamo. Rispondiamo al bisogno dell’utente di accedere ai dati della pubblica amministrazione, aiutando d’altro canto l’amministrazione a rendere i dati fruibili”. Alla domanda: "si paga?", risponde: "Ci sono strumenti a pagamento, ma ci sono anche tanti dati messi a disposizione gratuitamente”. E procede con esempi e prossimi passi nella strategia di Google per l'Italia.
- Se la pubblica amministrazione apre i dati, cosa ci guadagnano i cittadini? AttiGuido Scorza(Studio SR&Partners, - Associazione Italiana per l’Open Government)

Rispondendo alla domanda “Cosa ne viene ai cittadini dal fatto che la pubblica amministrazione apra i dati?” , Guido Scorza risponde partendo dal concetto-guida dell’openess. “L’openess – spiega – è utile al cittadino in due modi: da una lato assicura trasparenza, dall’altro permettte lo sviluppo da parte di terzi di servizi a valore aggiunto per il cittadino stesso”. Per questo – sottolinea - è importante che i dati siano accessibili a tutti gli operatori (aziende, sviluppatori e cittadini) su base non discriminatoria e non esclusiva.
- L'open data dalle parole ai fatti. Ma cosa dice la norma? AttiElio Guarnaccia(Avvocato amministrativista - Istituto Politiche Innovazione)

Se un’amministrazione volesse aprire i propri dati, secondo le norme vigenti potrebbe farlo? Quali potrebbero essere limiti e tranelli da cui guardarsi bene? A queste domande risponde Elio Guarnaccia che chiarisce subito che sebbene la normativa in materia privacy sia spesso indicata come un ostacolo alla realizzazione dell’open data, nei fatti non è così. “Quella sulla privacy – sostiene – è una normativa a tutela del cittadino e in questo senso va applicata. Dunque non si riferisce a quei dati aggregati per cui non c’è riferimento a un soggetto individuato o individuabile”. E cita l’articolo 52, comma 1 bis del Nuovo Cad, come base normativa della nuova trasparenza richiesta alle pubbliche amministrazioni.
- IODL - Italian Open Data License, un licenza per i dati pubblici italiani AttiSalvatore Marras(Responsabile Knowledge Management Formez PA, - Associazione Italiana per l'Open Government)

Salvatore Marras presenta la IODL, Italian Open Data License , messa a punto da un gruppo di lavoro coordinato dal Formez. La IODL è uno strumento importante per le pubbliche amministrazioni che volessero aprire i propri dati - precisa - mettendo in chiaro come i dati possono essere riusati. Va avanti, raccontando la genesi e i punti di maggiore criticità che si sono affrontati nel percorso di lavoro e confronto che ha portato alla versione attuale della Licenza.
Knowledge manager presso Formez PA coordina progetti per la trasparenza e l'innovazione e i portali LineaAmica.gov.it e dati.gov.it. Coltiva InnovatoriPA e altri nuovi servizi on line con la speranza che prenda forma un sistema di condivisione della conoscenza nella pubblica amministrazione, realmente usato e diffuso. È interessato ai temi dell'apprendimento, della gestione delle conoscenze e della comunicazione con una particolare attenzione alle tecnologie. Ha studiato economia e statistica all'università Bologna e ha continuato con economia all'Istao di Ancona e ITP alla Bocconi di Milano.
Intervengono
- Open data pubblici. Verso la Carta di identità del dato AttiGianluigi Cogo(Responsabile della Community Network Regione Veneto, - Associazione Italiana per l'Open Government)

Quanto è complicato dal punto di vista tecnico fare open data? Risponde Gianluigi Cogo, spiegando che “in realtà l’open data elimina la complessità applicativa dalle strutture dell’amministrazione pubblica perché lascia che sia il mercato ad occuparsene”. In altri termini, la pubblica amministrazione ha il compito di raccogliere i dati, renderli disponibili in un formato che sia direttamente leggibile dall’uomo e dalla macchina e di definire la “carta di identità del dato”, ovvero quali sono le caratteristiche del dato che lo rendono relazionabile con altri dati.
Laureato in Lettere all'Università Ca' Foscari Venezia, da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella P.A.
In rete dai primissimi anni 90, a Venezia fonda la prima rete civica: Venice On-Line e poi il primo portale cittadino: Venezia.Net.
Verso la fine degli anni 90 fonda, assieme ad altri colleghi, il primo network dei comuni della Provincia di Venezia Polo Est e infine uno dei primi social network italiani: Networkingitalia.it.
Presso la Regione Veneto, dove si occupa di eGovernment nell'ambito del progetto Community Network, ha creato la prima rete intranet basata su workspace e su dinamiche 2.0.
Ha sviluppato, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la rete delle regioni per l'e-learning ed è stato fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia.
Attualmente svolge consulenze per università e ministeri e agenzie governative per divulgare le dinamiche e i valori della ìcollaborazione e della partecipazione.
E' presidente di Assint(Associazione per lo sviluppo dell' innovazione e delle nuove tecnologie), membro nell' esecutivo dell'Istituto per le politiche dell'Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, membro del Comitato Scientifico della rivista Egov e fondatore dell'Associazione Italiana per l'Opengovernment di cui è Segretario Generale.
Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della pubblica amministrazione, e collabora con diverse istituzioni a master e corsi sullíe-government 2.0 e sull'enterprise 2.0.
Svolge attività di docente a contratto presso l'Università di Ca Foscari Venezia ed è titolare del corso Social media apps.
Nel 2012 ha pubblicato il volume "I social network nella P.A." presentato a FORUM PA 2012 nel corso di una conferenza stampa il 18 maggio
- La parola a CSI Piemonte, che con l'open data si è sporcato le maniAnna Cavallo(Csi Piemonte)
Anna Cavallo riporta l’esperienza di chi con l’open data “si è sporcato le mani”. Parla infatti di come CSI Piemonte, a fianco di Regione Piemonte, sta lavorando per rendere disponibili in formato aperto i dati degli enti presenti sul territorio regionale. “Dal 2010 – racconta – abbiamo adottato un approccio decisamente bottom up e aperto alla logica del networking”. Per quanto riguarda gli aspetti più tecnici - continua – ci siamo mantenuti su una linea di massima semplicità. Ad oggi i dataset vengono ricevuti da CSI che li mette on line in formato CSV, accompagnandoli con una breve descrizione”. Il prossimo passo? “Stiamo già lavorando con altre Regioni – anticipa – per rendere disponibile attraverso riuso la soluzione pimenontese e rendere accessibili i dati aperti da una Regione all’altra”.
- Come si fa la pubblica amministrazione open by default? Regione Piemonte, istruzioni per l'uso AttiLorenzo Benussi(Consorzio TOP - IX)

Lorenzo Benussi sostiene che il principale argomento a sostegno dell’amministrazione open by default è quello della razionalizzazione del patrimonio informativo che già esiste e che spesso è già on line. La domanda piuttosto è “come si razionalizza senza creare ulteriori complicazioni in termini di information management?" Regione Piemonte – spiega Benussi – ha seguito quattro semplici indicazioni, ovvero: non complicare le cose più del necessario, non rimandare a tempi migliori, uscire in versione beta, lavorare a budget zero. In ultimo, non farsi paralizzare dalla domanda: “ E se nessuno usa i dati liberati?”.
Mi sono laureato in Scienze della Comunicazione e ho ottenuto il Dottorato di Ricerca in Economia dell’Innovazione nel 2006. Parallelamente all’attività di ricerca dal 2002 lavoro nel settore ICT/TLC e dal 2008 collaboro con il Consorzio TOP-IX occupandomi di progetti e politiche per l'innovazione e di sviluppo di nuovi business su Internet. Svolgo ricerche sugli aspetti economici e istituzionali del settore ICT con il Centro NEXA per Internet & Società del Politecnico di Torino, il Dipartimento di Economia dell'Università di Torino e la Fondazione Rosselli. Dal Febbraio 2012 sono assistente del consulente per la ricerca e l’innovazione del Ministro Profumo, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. I miei interessi professionali e di ricerca si rivolgono all’analisi dell’evoluzione dei sistemi economici e sociali prodotta della diffusione delle reti digitali
- Come si misura il ROI - Return on investment dell'open data pubblico? AttiStefano Epifani(Università la Sapienza, - Associazione Italiana per l'Open Government)

A rispondere alla domanda “Come si misura il ritorno sull’investimento in open data?” è Stefano Epifani che specifica che non esistono metriche per il ROI né per la performance in materia di open data. Ma aggiunge: “si può misurare quanto l’open data fa variare la performance della pubblica amministrazione”. A partire dai parametri “classici” di efficienza, efficacia e produttività suggerisce che un primo bilancio potrebbe aversi su due piani: da un lato l’aumento del ciclo di vita del dato, dall’altro l’impatto sociale in termini di aumento del livello del servizio e, in ultima analisi, dell’occupazione. Per spiegare meglio, riporta una serie di esempi ripresi dal contesto statunitense.
Si occupa della progettazione di modelli, strumenti ed applicazioni di knowledge management ed information design finalizzati a favorire i processi di innovazione nelle organizzazioni complesse attraverso il ricorso a soluzioni basate su sistemi IT.
E' docente di Tecnologie applicate alla Comunicazione d’Impresa alla Sapienza, Università di Roma e di Produzioni Multimediali all’Università di Urbino Carlo Bo. È Direttore del portale TechEconomy.it, dedicato all’impatto delle tecnologie al business ed alla comunicazione.
È consulente di numerose organizzazioni pubbliche e private (tra le quali Anci, Ancitel, Formez, DigitPA, Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, Regione Lombardia, Regione Marche, Regione Lazio, Telecom Italia, Poste Italiane, IBM, Microsoft).
Collabora con organismi di ricerca nazionali (Enea, CNR) ed internazionali (Fraunhofer Institute in Germania, Eafit in Colombia). Fa parte di diversi tavoli istituzionali dedicati all’introduzione di sistemi e strumenti di Information & Communication Technology nella Pubblica Amministrazione ed è tra gli estensori dei Vademecum pubblicati da DigitPA per supportare le Amministrazione Pubbliche nell’adozione di modelli e processi operativi orientati al Digitale (Open Government, Comunicazione on-line, Social networking).
È autore di diversi testi, tra i quali: Manuale di comunicazione politica on-line (Istituto di Studi Politici San Pio V, 2011); Decidere l’Innovazione (Sperling & Kupfer, 2006); Learning Community: modelli collaborativi di gestione della conoscenza (Franco Angeli, 2004); Business Community: gestire il capitale intellettuale nell’economia della conoscenza (Franco Angeli, 2003); Internet per chi scrive (Gruppo Editoriale Jackson, 1996).
Questione Time
Intervengono
- APPSFORITALY, il contest sui dati liberati dalle amministrazioni italiane AttiErnesto Belisario(Studio Legale Belisario, - Associazione Italiana per l’Open Government)

L’Associazione Italiana per l’Open Government, dalla sua nascita, si è impegnata principalmente nell’”apostolato” dal basso dell’open data pubblico, in mancanza di una strategia nazionale. Ernesto Belisario lancia ora la prossima iniziativa: un vero e proprio contest, un APPSFORITALY per vedere, seguendo la linea adottata dal sindaco di Toronto “cosa succede se metti i dati on line”. Per fare questo, però, spiega è necessario dare un tempo alle amministrazioni per mettere on line i dati, perché in Italia sono ancora pochi. L’appuntamento dunque, per imprese, cittadini e sviluppatori è a settembre, quando si avrà on line il maggior numero di dataset pubblici possibile. Per questo il primo invito è rivolto proprio alle amministrazioni pubbliche: “nei prossimi mesi, liberate almeno un set di dati”.
Avvocato, specializzato con lode in Diritto Amministrativo e Scienza dell’Amministrazione, ha fondato e-Lex, network di studi legali specializzati in diritto delle nuove tecnologie.
Si occupa, per professione e per passione, di diritto delle nuove tecnologie e di diritto amministrativo. Docente presso l’Università degli Studi della Basilicata, è relatore in convegni, incontri e seminari sulle materie di attività e tiene lezioni in Master Universitari, corsi di formazione e specializzazione.
E' autore di numerose pubblicazioni (cartacee e digitali) sui temi del Diritto Amministrativo e dell’Information Technology Law; è Vice Direttore del Quotidiano di informazione giuridica “LeggiOggi.it” e componente del Comitato Scientifico della Rivista “E-Gov” di Maggioli.
È socio fondatore e segretario generale dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione e cura “Diritto 2.0” un blog sul diritto delle nuove tecnologie.
Ha seguito i lavori del primo Open Government Partnership Meeting, tenutosi a Brasilia nell'aprile 2012. - Perché IWA Italy partecipa al contest APPSFORITALY AttiRoberto Scano(IWA Italy)

Roberto Scano spiega quale è il ruolo di IWA Italy nel contest APPSFORITALY, presentato nel corso del convegno. “Il contributo di IWA - spiega - è importante perché parlando di open government data non si può prescindere dalla definizione internazionale degli standard, a cui IWA partecipa”. In particolare sottolinea il lavoro intrapreso dal gruppo di lavoro, in ambito W3C, dedicato al Government linked data, con l’obiettivo di produrre un dizionario comune a Paesi diversi, con la possibilità di avere a disposizione una repository internazionale. La Raccomandazione W3C, anticipa, sarà rilasciata nel marzo 2012.
Roberto Scano si occupa di informatica dallo scorso millennio. Coordinatore EMEA dell’associazione internazionale dei professionisti del Web (IWA/HWG) e presidente della sezione italiana (IWA ITALY). Partecipa ad attività di sviluppo di specifiche tecniche all’interno del consorzio W3C, in particolare per l’inclusione digitale (co-autore delle WCAG 2.0 e delle ATAG 2.0). Si occupa dello sviluppo di norme tecniche in materia di accessibilità ed ergonomia sia per organizzazioni internazionali (CEN/ISO, TEITAC - Governo Statunitense, Commissione Europea) che per realtà nazionali (UNI/UNINFO, Governo Italiano). Sempre in ambito di norme tecniche, ha avviato le attività di IWA/HWG in materia di riconoscimento delle professionalità ICT all’interno del CEN, per la tematica degli skill profiles come previsto dall’agenda digitale europea. Saltuariamente svolge attività di consulente tecnico d’ufficio (CTU) per il tribunale civile di Venezia.
Ha partecipato alla stesura delle linee guida ABI (Associazione Banche Italiane) per l’accessibilità dei servizi di home banking e del mobile banking, ai gruppi The European Design for All e-Accessibility Network (EDeAN) e della Commissione Europea in materia di e-inclusion, nonché al gruppo di lavoro CNIPA che ha sviluppato le regole tecniche di applicazione della legge 04/2004. In materia di accessibilità ha pubblicato quattro opere considerate i pilastri per la formazione (scolastica e non) in materia di accessibilità del Web. Una di tale opere, rilasciata successivamente con licenza creative commons (CC) è diventata il manuale di riferimento per la verifica dei siti Web delle PA. Consulente in materia di accessibilità per la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, ha ideato il sistema di e-partecipation per le segnalazioni di mancata accessibilità dei siti Web delle PA (accessibile.gov.it) ed ha partecipato alle attività di aggiornamento dei requisiti tecnici della legge 4/2004 in qualità di coordinatore di un sottogruppo di lavoro. Ha svolto attività di consulenza per realtà governative quali CNIPA, Formez PA, Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione. Co-autore di manuale applicativo dedicato alle linee guida per i siti Web pubblici, svolge attività di formazione in materia di accessibilità e comunicazione istituzionale per pubbliche amministrazioni ed aziende a qualsiasi livello. Partecipa come staff dell’ufficio di gabinetto del MIUR in materia di e-inclusion alle attività della “Cabina di Regia” del Governo Italiano.
Per ulteriori informazioni http://robertoscano.info/about.
- APPSFORITALY, il commitment di Consorzio Top IX AttiLorenzo Benussi(Consorzio TOP - IX)

Lorenzo Benussi spiega il commitment del Consorzio Top IX nell’iniziativa APPSFORITALY, il contest lanciato nel corso del convegno per lo sviluppo di applicazioni a partire dai set di dati liberati dalle pubbliche amministrazioni italiane. “A partire dagli esperimenti già fatti su Torino – spiega – siamo convinti che da questo contest verranno idee, applicazioni e nuove partnership interessantissime”. E apre l’invito per amministrazioni, aziende e singoli sviluppatori a partecipare.
Mi sono laureato in Scienze della Comunicazione e ho ottenuto il Dottorato di Ricerca in Economia dell’Innovazione nel 2006. Parallelamente all’attività di ricerca dal 2002 lavoro nel settore ICT/TLC e dal 2008 collaboro con il Consorzio TOP-IX occupandomi di progetti e politiche per l'innovazione e di sviluppo di nuovi business su Internet. Svolgo ricerche sugli aspetti economici e istituzionali del settore ICT con il Centro NEXA per Internet & Società del Politecnico di Torino, il Dipartimento di Economia dell'Università di Torino e la Fondazione Rosselli. Dal Febbraio 2012 sono assistente del consulente per la ricerca e l’innovazione del Ministro Profumo, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. I miei interessi professionali e di ricerca si rivolgono all’analisi dell’evoluzione dei sistemi economici e sociali prodotta della diffusione delle reti digitali
Conclusioni
- Intervento di chiusura al convegno PA.05 "L’open data: dalle parole ai fatti"Ernesto Belisario(Studio Legale Belisario, - Associazione Italiana per l’Open Government)
Avvocato, specializzato con lode in Diritto Amministrativo e Scienza dell’Amministrazione, ha fondato e-Lex, network di studi legali specializzati in diritto delle nuove tecnologie.
Si occupa, per professione e per passione, di diritto delle nuove tecnologie e di diritto amministrativo. Docente presso l’Università degli Studi della Basilicata, è relatore in convegni, incontri e seminari sulle materie di attività e tiene lezioni in Master Universitari, corsi di formazione e specializzazione.
E' autore di numerose pubblicazioni (cartacee e digitali) sui temi del Diritto Amministrativo e dell’Information Technology Law; è Vice Direttore del Quotidiano di informazione giuridica “LeggiOggi.it” e componente del Comitato Scientifico della Rivista “E-Gov” di Maggioli.
È socio fondatore e segretario generale dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione e cura “Diritto 2.0” un blog sul diritto delle nuove tecnologie.
Ha seguito i lavori del primo Open Government Partnership Meeting, tenutosi a Brasilia nell'aprile 2012.











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