11 maggio, mercoledì - pomeriggio
- Cod. B.11
- 11/05/2011
- 15:00 - 17:30
La posizione apicale nelle aziende sanitarie ed ospedaliere: la responsabilità della direzione strategica aziendale tra professionalità e propensione all’innovazione
Con il consolidamento di una figura professionale “giovane”, nasce l’esigenza di una sorta di “certificazione” dei requisiti ed esperienza professionale dei candidati alla direzione generale, sanitaria ed amministrativa delle aziende sanitarie da parte di una autorità qualificata e indipendente. Esigenza sentita da tutto il top management aziendale che avverte il bisogno di costruire con le direzioni generali un mondo professionale ben identificabile, che assicuri qualità e continuità alla gestione delle aziende. Alla luce della complessità di competenze che necessita la gestione di un’Azienda sanitaria e delle responsabilità che gravano sulla figura del Direttore generale, si ritiene necessario aprire un dibattito pubblico sul tema che possa affrontare anche il trattamento economico e previdenziale.
Programma
- La figura del direttore generale nelle aziende sanitarie AttiChairpersonAngelo Lino Del Favero(Presidente Nazionale - Federsanità ANCI)

Angelo Lino del Favero introduce il convegno facendo il punto sulla figura del direttore generale nelle aziende sanitarie, sui suoi compiti e sulla sua evoluzione nel corso degli anni a partire dalla sua introduzione del 1991. In sintesi si può dire che la macro-sfida dell’aziendalizzazione sia stata vinta, con una forte trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale, passato da una gestione “politca” ad una realmente manageriale, e lo sviluppo di una serie di casi di eccellenza diffusi a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale. Rimangono, certo, grandi problemi da risolvere, ma la situazione generale fa propendere per un deciso ottimismo, anche grazie alla nascita di una discussione seria sugli strumenti di gestione della salute e allo sviluppo di un’offerta tecnologica innovativa a supporto delle funzioni manageriali. La figura del direttore generale non è mai stata messa in discussione in questi anni, ma il vero nodo della questione rimane quali siano i “reali poteri” di questa figura.
Key notes
- Un’analisi comparativa dei provvedimenti regionali sul tema del trattamento economico della dirigenza sanitaria AttiVania Carignani(Responsabile Controllo di Gestione - Azienda Ospedaliera Torrette di Ancona)

Vania Carignani nel suo intervento presenta i risultati di una ricerca sulle aziende aderenti a Federsanità relativa al trattamento economico dei direttori generali delle aziende sanitarie su base regionale. La rilevazione ha analizzato sia il salario base che quello accessorio. La situazione è assolutamente eterogenea, nonostante esistano norme di livello nazionale che forniscano indicazioni abbastanza chiare, come la legge 133 del 2008. Per quanto riguarda ala retribuzione lorda esiste uno scarto notevole tra le diverse regione che va da circa il 25% prima del 2008 fino al 41% nell’anno successivo. La seconda parte della ricerca ha riguardato, invece, il risultato della posizione apicale andando ad analizzare il salario accessorio. L’impressione è che si sia data poca importanza a questo strumento incentivante e che il sistema sia stato sottoposto a forte distorsioni.
- La normativa relativa alla dirigenza strategica delle aziende sanitarie AttiGiorgio Spadaro(Esperto normativa sanitaria)

Giorgio Spadaro focalizza il suo intervento sulla normativa legata alla direzione strategica delle aziende sanitarie. Dopo un approfondito excursus storico sulla nascita della figura del direttore generale Spadaro si concentra sulle responsabilità giuridiche contabili, civili e penali sostenendo che l’attuale normativa, i ritardi da parte degli organi politici regionali nella definizione degli obiettivi, e il meccanismo dello spoil system pongono il direttore generale in una posizione estremamente debole.
Intervengono
- Il tema della retribuzione incentivante nella dirigenza pubblica AttiAntonio Naddeo(Capo - Dipartimento della Funzione Pubblica)

Antonio Naddeo, intervenendo al convegno “La posizione apicale nelle aziende sanitarie ed ospedaliere: la responsabilità della direzione strategica aziendale tra professionalità e propensione all’innovazione” allarga la visione del convegno portando il discorso al di fuori del solo ambito sanitario e introducendo una riflessione sulla contrattazione della dirigenza pubblica in generale. L’intervento di Antonio Naddeo si concentra sulla necessità della valutazione, come una prassi diffusa nel sentire comune, ma ancora osteggiata nell’abito del lavoro pubblico. Se non esiste una differenza retributiva dipendente dalle capacità professionali del singolo dirigente, allora la differenziazione incentivante deve intervenire necessariamente a livello di retribuzione legata al risultato.
Capo Dipartimento Funzione Pubblica. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Roma, è consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 2005 e Capo Dipartimento della Funzione Pubblica dal 2006.
Entrato nella pubblica amministrazione nel 1989, mediante pubblico concorso, alla Ragioneria Generale dello Stato, dal 1995 al 1997 ha prestato servizio presso l’ARAN come esperto; dal 1997 è al Dipartimento della Funzione Pubblica.
Nel 1998 mediante pubblico concorso ha avuto la nomina di dirigente di II^ fascia e nel 2002 ha avuto il primo incarico di Direttore Generale. Tra gli altri titoli è dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti. - Il ruolo di innovazione del manager in sanità AttiEnrico Bollero(Coordinatore Forum dei Direttori Generali - Federsanità ANCI)

Enrico Bollero ripercorre nel suo intervento la storia del ventennio di riforme che ha caratterizzato il sistema sanitario italiano lodandone gli intenti iniziali e la forza innovatrice, che però – a suo dire – si sono andati perdendo negli ultimi anni. Per Bollero il Manager dell’azienda sanitaria deve essere un innovatore, capace di immaginare scenari futuri di qualità e di trovare gli strumenti per realizzarli. Tuttavia l’ingerenza politica, che è andata aumentando in questi ultimi anni, frena incredibilmente ogni spinta innovativa del direttore generale, in quanto entra direttamente sulle responsabilità. Altro fattore limitante dell’innovazione in sanità è l’eccessiva attenzione per il tema della spesa contabile a discapito di quello della performance del sistema che, invece, chiama necessariamente in causa fattori come l’appropriatezza delle cure, la deospedalizzazione o ’eliminazione di sprechi organizzativi.
- L'impoverimento della figura del direttore generale delle aziende sanitarie AttiMauro Barabino(Direttore Generale - Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino)

Mauro Barabino interviene su alcuni aspetti centrali relativi alla figura del Direttore Generale: la retribuzione, la mobilità, e l’esigenza di un albo. Per Barabino gli interventi normativi che negli ultimi anni hanno inciso sulla figura del Direttore Generale hanno causato un deciso impoverimento del ruolo ed un abbassamento della qualificazione.
Interventi dal pubblico











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