10 maggio, martedì - pomeriggio
- Cod. B.06
- 10/05/2011
- 15:00 - 17:30
La valutazione in atto: le prime esperienze di applicazione della riforma e prospettive future. (Un momento di confronto nazionale per gli Organismi Indipendenti di Valutazione)
La Riforma Brunetta ha segnato una decisa discontinuità rispetto al passato attraverso l’affermazione di alcuni principi cardine quali valutazione, merito e trasparenza. Certamente si è avviato un percorso di medio periodo in cui le prime esperienze di applicazione possono rappresentare un riferimento importante per il futuro e permettere una rilettura pro-attiva della norma per tutti gli Organismi Indipendenti di Valutazione.
“La riforma del settore pubblico”– scrive Geert Bouckaert nella prefazione del volume Valutare la pubblica amministrazione: tra organizzazione e individuo. Visioni dei valutatori italiani per performance e competitività (collana AIV, FrancoAngeli 2010) – “dovrebbe essere condivisa e partecipata dalla società”. E’ pertanto doveroso prima che opportuno interrogarsi per analizzare lo stato di applicazione della riforma e per approfondire quanto gli stessi principi cardine siano condivisi, nell’immaginario e soprattutto nelle pratiche, con la consapevolezza che, per elevare la pubblica amministrazione italiana, occorre liberarla da pesi che più che normativi sono innanzitutto organizzativi e comportamentali. Naturalmente oggi parliamo di valutazione possibile e non ideale dell’intera politica di riforma, con l’obiettivo di far emergere le resistenze e gli effetti indesiderati delle pratiche, per essere più produttivi facendo cose utili.
Il Convegno si propone come una occasione di confronto in cui i protagonisti sono i neo-costituiti OIV, per una riflessione partecipata sulle criticità e - soprattutto - sulle opportunità della riforma.
Programma
Introduce e Coordina
- Giovanni Urbani (Associazione Italiana Valutazione) - Atti
A che punto è la valutazione? Ruolo e funzione degli OIVGiovanni Urbani introduce il convegno dedicato allo stato dell’arte dei meccanismi di valutazione innescati dalla Riforma Brunetta. Essere più produttivi facendo cose utili, è la scommessa che individua Urbani, identificando nelle difficoltà di applicazione la maggiore criticità del processo in corso. Il ruolo degli Organismi Indipendenti di Valutazione viene affrontato da Urbani all’interno di un panorama che vede nella ricerca di standard qualitativi e nel superamento di un’eccessiva concentrazione sulle performance individuali a beneficio di valutazioni maggiormente incentrate sull’organizzazione i prossimi obbiettivi da raggiungere.
- Giovanni Urbani (Associazione Italiana Valutazione) - Atti
Relazioni
- Renato Ruffini (Componenete unico OIV - Regione Lombardia) - Atti
La valutazione in Regione LombardiaRenato Ruffini presenta l’esperienza dell’OIV in Regione Lombardia, dove il processo valutativo si basa su un forte legame con la programmazione. All’interno delle Aree di Programmazione infatti vengono delineati – con la partecipazione di tutti i dirigenti – gli obbiettivi a cui viene collegata la successiva valutazione del ciclo della performance, mantenendo così una sostanziale omogeneità del sistema. Non bisogna ricominciare sempre da zero, avverte Ruffini riferendosi alla messa a frutto delle esperienze passate, e – continua – è fondamentale considerare le relazioni interne come la base su cui costruire l’intero sistema di organizzazione e valutazione delle performance.
- Germana Panzironi (Capo Ufficio Legislativo - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) - Atti
La valutazione necessaria nel sistema scolasticoGermana Panzironi spiega come una valutazione sistemica in ambito scolastico, a lungo ostacolata in nome di una male interpretata libertà di insegnamento, sia necessaria per uno sviluppo virtuoso del sistema. A differenza di molti altri Paesi europei, che sin dagli anni ’80 hanno adottato solidi sistemi di valutazione dell’istruzione pubblica, l’Italia è ancora in una fase sperimentale. Durante il Ministero Gelmini ci si è finalmente iniziati a muovere lungo tre assi principali: valutazione del corpo docente e dei dirigenti scolastici, misurazione dei livelli di apprendimento in relazione alla definizione di standard almeno nazionali, valutazione di impatto dell’azione educativa.
- Manin Carabba (Consigliere - CNEL-Consiglio Nazionale Economia e Lavoro) - Atti
Il CNEL e la valutazione delle prestazioni finali erogate dalle PPAAL’art. 9 del D.lgs. 150/09 attribuisce al CNEL il compito di stendere una relazione annuale sulla qualità delle prestazioni finali rese dalle amministrazioni ai cittadini e alle imprese. Manin Carabba sottolinea come, se la Corte dei Conti riferisce principalmente al Parlamento e la CiVIT al Governo, il CNEL abbia il compito di parlare alle forze sociali. Fondamentale è infatti il contributo critico e propositivo che possono apportare le forze sociali intermedie, che grazie alla relazione potranno contare su validi indicatori qualitativi e quantitativi, il che potrebbe portare anche a una importante crescita della cultura statistica e economica all’interno delle PPAA.
- Antonio Martone (Presidente - CiVIT) - Atti
Gli attori in campo nei processi valutativi dopo il Dlgs.150/09Il presidente della CiVIT sottolinea come la Commissione abbia principalmente un compito di coordinamento delle diverse realtà presenti a livello di PA centrale e locale. Martone, ripercorrendo i processi storici che hanno preceduto la riforma Brunetta, approfondisce i ruoli diversi dei soggetti coinvolti nei processi di valutazione delle performance individuali e organizzative: il suo intervento spazia dai compiti degli Organismi Indipendenti di Valutazione al non sempre semplice rapporto tra Ministero del Tesoro e Dipartimento della Funzione Pubblica.
- Alberto Vergani (Componente OIV - Ente PArco Nazionale della Val Grande) - Atti
Attivare la valutazione ex-decreto 150/2009: riflessioni da un primo ‘giro’ (nel parco)Alberto Vergani è Presidente dell’Associazione Italiana di Valutazione, nonché Responsabile dell’OIV del Parco Nazionale della Val Grande. Proprio da quest’ultima esperienza Vergani parte per un intervento incentrato sulle considerazioni di tipo metodologico preliminari all’azione di valutazione. Quattro sono le dimensioni della valutazione su cui si sofferma la sua analisi: quella tecnica/metodologica, quella relativa al contenuto, i problemi di cultura organizzativa e le dinamiche relazionali e partecipative.
- Mita Marra (Docente di Analisi delle Politiche Pubbliche - Dipartimento di Scienze economiche e statistiche - Università degli Studi di Salerno) - Atti
Sapere organizzativo e fattori istituzionali. Quali opportunità e quali vincoli all’istituzionalizzazione della valutazioneMita Marra analizza le problematiche relative alla strutturazione degli OIV nella PA italiana alla luce della sua esperienza di valutazione alla Banca Mondiale e in altre importanti strutture internazionali. La questione centrale è il modo in cui le informazioni acquisite con la valutazione possono portare a un miglioramento del rendimento della macchina organizzativa. Perché questo avvenga bisogna costruire legittimazione istituzionale dei valutatori rispetto alle linee di responsabilità formali e informali interne agli enti. Le funzioni di valutazione acquistano legittimità principalmente attraverso la gestione autonoma delle risorse, la selezione indipendente degli studi tematici, le scelte riguardo alla raccolta dei dati e le modalità di redazione dei rapporti finali.
- Renato Ruffini (Componenete unico OIV - Regione Lombardia) - Atti
Dibattito e Quesiti
Contributi
- Gianpiero Ruggiero (CNR) - Atti
Obiettivo 2014: istituzionalizzare il “sistema di valutazioni” nel comparto ricercaGiampiero Ruggiero, componente OIV del CNR, presenta un documento di analisi dei dati finora disponibili e delineazione di prospettive per l’introduzione di un sistema organico di valutazione nel comparto ricerca. Queste le premesse: la ricerca pubblica è per definizione “libera”, va oltre la norma. Ma pur sempre rientra nel novero di quelle attività svolte da una pubblica amministrazione che bisogna valutare. La cultura della valutazione negli enti di ricerca è viva e presente. Oggi però è prevalentemente orientata ai risultati dell’attività di ricerca, quello che manca è un sistema di misurazione e valutazione dell’attività della gestione.
- Gianpiero Ruggiero (CNR) - Atti















