12 maggio, giovedì - mattina
- Cod. NW.11
- 12/05/2011
- 10:00 - 12:30
Percorsi di salute: nelle cure primarie, tra territorio e ospedale. Integrazione, sostenibilità e pdta territoriali.
Il ruolo delle cure primarie e la necessità di integrazione tra le funzioni garantite dai diversi segmenti del sistema – ospedaliero, territoriale, di prevenzione – sono elementi cruciali richiamati da innumerevoli documenti programmatori e di indirizzo, a partire dalla dichiarazione OMS di Alma Ata sull’assistenza sanitaria primaria (1978) fino alla recente bozza di Piano Sanitario Nazionale 2011 – 2013. Coerentemente, tali principi si rifanno al concetto che l’organizzazione dei servizi sanitari è solo uno dei tasselli che contribuiscono alla “produzione” della salute, poiché sono i determinanti non sanitari a incidere in maniera ancor più significativa. Questo implica il necessario coinvolgimento di molti più attori, in primo luogo gli enti locali, in scelte responsabili e partecipate.
Programma
Il casemix delle cure primarie: scarsa variabilità è sinonimo di appropriatezza? Esperienze di ricerca a confronto, tra Veneto e FVG
Chairperson
Angelo Lino Del Favero (Presidente Nazionale - Federsanità ANCI) - Atti
Le cura primarie in un sistema in cambiamentoAngelo Lino del Favero introduce i lavori del workshop dedicato ai percorsi di salute nelle cure primarie. Il suo intervento intende contestualizzare la riflessione su due piani. “Innanzitutto – sottolinea – occorre rimarcare che siamo passati da un confronto tra " buone pratiche" a un confronto tra "modelli" di sanità”. In secondo luogo, afferma, bisogna riconoscere con chiarezza che la sanità si trova a fare i conti con un mondo in rapido e irreversibile movimento lungo tre direttrici, ovvero: la definizione dei macro livelli di assistenza, con la predominanza della dimensione territoriale, l’informatizzazione spinta e l’ingresso nel sistema dei fondi integrativi proposti dalle assicurazioni. Questo – conclude – richiede una nuova flessibilità nelle professioni e nei modelli organizzativi.
- Carmelo Scarcella (Direttore Generale - ASL di Brescia) - Atti
L’esperienza dell’ASL di Brescia: medicina generale e clinical governanceL’intervento di Carmelo Scarcella è focalizzato sul ruolo del medico di medicina generale, nei nuovi percorsi di cura, rispettto alla sua capacità di fare governo clinico. Il dato di partenza, secondo Scarcella, è la necessità di fronteggiare la cronicità crescente, assicurando al paziente la continuità temporo –spaziale. A tal proposito riporta l’esperienza della Asl Brescia, sottolineando i fattori critici per il successo del modello di governo clinico adottato. “Il punto centrale – afferma con convinzione - sono i medici di medicina generale”. "Nel modello adottato dalla nostra Asl – continua – il coinvolgimento dei medici di medicina generale in collaborazione con in medici specialisti si è rivelato negli anni il fattore chiave di sostenibilità”. Per questo propone una disamina delle tappe e dei risultati che ad oggi contraddistinguono il modello bresciano.
- Fabio Samani (Direttore Generale - Ass. n.1 Triestina) - Atti
L’esperienza di ASS1 Triestina: distretto e “governo del territorio”Fabio Samani propone un’analisi del modello di intervento socio-assistenziale adottato dall’ASS n.1 Triestina. “L’aspetto che ci contraddistingue – spiega – è sicuramente un marcato sviluppo dell’attività distrettuale”. Dopo aver tracciato i tratti che contraddistinguono il contesto geografico e sociale di riferimento, Samani evidenzia i punti di forza dell’approccio seguito sul territorio triestino, ovvero la suddivisone in micro aree territoriali e la centralità assegnata alla figura dell’infermiere di comunità. Tra le aree di miglioramento, il coinvolgimento proattivo dei medici di medicina generale.
- Giuseppe Napoli (Presidente - Federsanità Friuli Venezia Giulia Anci) - Atti
Il ruolo di Federsanità per percorsi efficaci di saluteNel suo breve intervento Giuseppe Napoli sottolinea l’importanza del ruolo di Federsanita, proponendo una duplice riflessione. Da un lato – sottolinea – è fondamentale coinvolgere i Comuni nei percorsi di assistenza socio-sanitaria, dall’altro bisogna aver ben presente che la sfida non è tanto perfezionare modelli regionali già buoni quanto mettere in moto percorsi virtuosi che possano funzionare anche in altre Regioni italiane.
- Fortunato Rao (Direttore Generale - Ulss n. 16 Padova) - Atti
Tra ospedale e territorio: ruolo delle cure intermedieFortunato Rao nel suo intervento presenta l’innovativo modello integrato di rete ospedale territorio a cui Ulss n. 16 Padova sta lavorando già dal 2003. “L’implementazione e il perfezionamento di questo modello – spiega Rao – ha permesso di diminuire notevolmente i tassi di ospedalizzazione, portando risposte sempre più appropriate e vicine ai bisogni di salute espressi dal paziente”. E continua: “abbiamo riorganizzato i servizi secondo il disegno di tre cerchi concentrici al cui centro è il paziente. I servizi sono quelli dell’ospedale, della medicina convenzionata, del distretto. Le parole chiave sono innovazione e sviluppo, appropriatezza, continuità”. Al centro di questo modello c'è la struttura dell’ospedale di comunità. Dopo una descrizione dettagliata della genesi e della governance di una struttura di questo tipo, Rao sottolinea gli elementi fondamentali per il buon funzionamento: la condivisione con il Comune, l’integrazione pubblico – privato e lo sviluppo di un sistema informativo.
- Paolo Piergentili (Azienda sanitaria ASS 6 Friuli Occidentale) - Atti
Il casemix delle cure primarie: scarsa variabilità è sinonimo di appropriatezza? Esperienze di ricerca a confronto, tra Veneto e FVGIntervenendo al convegno “Percorsi di salute: nelle cure primarie, tra territorio e ospedale. Integrazione, sostenibilità e pdta territoriali”, Paolo Piergentili presenta i risultati intermedi della Ricerca dal titolo “Valutazione della qualita' assistenziale e dei costi del medico di famiglia basata su metodologie di risk adjustment”, partita nel 2007 e finanziata dal Ministero della salute. “Il punto da cui siamo partiti - spiega Piergentili – è che per togliere centralità all’ospedale bisogna dare nuova centralità al medico di medicina generale”. Questo significa in primis capire non solo come ma anchequanto funziona il sistema della medicina generale nel nostro Ssn . A questo proposito, Piergentili introduce il modello adottato. “Il funzionamento del sistema della medicina generale – spiega – dipende da tre fattori: le scelte del medico, la condizione del paziente, i servizi a disposizione nell’area di riferimento”. “Su questa griglia – continua - abbiamo elaborato indicatori di esito e di costo”. Dopo una spiegazione dettagliata di tali indicatori , conclude riconoscendo la validità e l’utilità della metodologia adottata dal suo gruppo di lavoro.
- Leopoldo Di Girolamo (Sindaco - di Terni) - Atti
Integrazione tra servizi e integrazione tra istituzioni sul territorioIntervenendo al convegno “Percorsi di salute: nelle cure primarie, tra territorio e ospedale. Integrazione, sostenibilità e pdta territoriali”, Leopoldo Di Girolamo sottolinea due temi su cui lavorare per realizzare un decisivo efficientamento del Ssn, migliorando al tempo stesso la qualità e l’appropriatezza dei servizi socio-sanitari erogati al paziente. Il primo grande tema è il progressivo spostamento di risorse e competenze dall’ospedale al territorio, il secondo è l’endemica ristrettezza i bilancio per i Comuni che si traduce in un taglio consistente alle spese per il sociale. “In questo contesto – conclude .- non si può non lavorare sull’integrazione, facendo leva sulle reti informali di solidarietà già esistenti”.















