Approfondimento Zoom Smart City

Smart city: progetti e tecnologie per città più intelligenti

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Foto di Thomas Hawk

Smart city è una parola d’ordine sempre più diffusa, con cui ci viene presentata la possibilità di una migliore qualità della vita all’interno di spazi urbani che ci aiutino a realizzare i nostri progetti di vita e di lavoro, invece di ostacolarli con crescenti caotiche complessità.
Smart city sarà anche uno dei settori chiave del prossimo FORUM PA 2010, perché coinvolge molti dei nostri temi più importanti: il ruolo delle amministrazioni per lo sviluppo economico e sociale, le tecnologie come fattori abilitanti, la costruzione del capitale sociale e relazionale, il nuovo compito dei cittadini e delle loro associazioni nell’età della sussidiarietà orizzontale.

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Lo zoom Smart City è realizzato in collaborazione con ANCI e IBM

 

Sperimentiamo ogni giorno quanto le condizioni di vita in una città, piccola o grande che sia, dipendano da fattori non solo hard (infrastrutture fisiche), ma anche soft, ossia inerenti al capitale sociale, ambientale e culturale. Sono parametri difficilmente misurabili con il PIL, ma che ci sono quotidianamente (e a volte drammaticamente) presenti.
Prendendo a prestito una parola di moda come “smart city” vogliamo, quindi, conoscere meglio questo fenomeno, per mettere in luce quanto le amministrazioni pubbliche e i governi locali possono fare nella programmazione strategica, nella gestione delle risorse, nelle scelte operative, per far diventare “più intelligenti” le nostre città.

Partiamo dalla definizione: a nostro parere una città smart è uno spazio urbano, ben diretto da una politica lungimirante, che affronta la sfida che la globalizzazione e la crisi economica pongono in termini di competitività e di sviluppo sostenibile con un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione e disponibilità della conoscenza, alla creatività, alla libertà e mobilità effettivamente fruibile, alla qualità dell’ambiente naturale e culturale.

Il termine ha visto il maggior uso in Nord America (sia negli USA che in Canada) dove gli sono stati dedicati studi approfonditi, ma noi crediamo che trovi in Europa una sua specificità per le peculiari caratteristiche di gran parte delle città del Vecchio Continente.
Le città europee, infatti, e a maggior ragione le città italiane, in gran parte basate su una storia che affonda le sue radici almeno nel Medioevo, hanno (o dovrebbero avere) tratti comuni che trovano il loro fondamento nel concetto di “comunità” e che, quindi, implicano valori come tradizione, inclusione, partecipazione, solidarietà.
Questa declinazione urbana di quello che Rifkin ha chiamato European dream può essere più adeguata, rispetto ad un clima più spiccatamente competitivo, a creare un ecosistema favorevole per la crescita della creatività e della attrattività complessiva della città.

Ma cominciamo a spacchettare il tema e a presentarne alcuni aspetti, che saranno anche alla base dello zoom tematico di FORUM PA 2010.
Per i nostri obiettivi le smart cities possono essere identificate (e misurate) lungo almeno cinque dimensioni principali:

1.      Mobilità
una città smart è una città in cui gli spostamenti sono agevoli, che garantisce una buona disponibilità di trasporto pubblico innovativo e sostenibile, che promuove l’uso dei mezzi a basso impatto ecologico come la bicicletta, che regolamenta l’accesso ai centri storici privilegiandone la vivibilità (aree pedonalizzate); una città smart adotta soluzioni avanzate di mobility management e di infomobilità per gestire gli spostamenti quotidiani dei cittadini e gli scambi con le aree limitrofe.

2.      Ambiente
una città smart promuove uno sviluppo sostenibile che ha come paradigmi: la riduzione della produzione di rifiuti, la loro valorizzazione economica e il potenziamento della raccolta differenziata; la riduzione drastica delle emissioni di gas serra tramite la limitazione del traffico privato, l’ottimizzazione delle emissioni industriali, la razionalizzazione dell’edilizia, così da abbattere l’impatto del riscaldamento e della climatizzazione; e ancora, la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica, la promozione, protezione e gestione del verde urbano, lo sviluppo urbanistico basato sul “risparmio di suolo”, la bonifica delle aree dismesse.

3.      Turismo e cultura
una città smart promuove la propria immagine turistica con una presenza intelligente sul web; virtualizza il proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni e le restituisce in rete come “bene comune” per i propri cittadini e i propri visitatori; usa tecniche avanzate per creare percorsi e “mappature” tematiche della città e per renderla facilmente fruibile; promuove un’offerta coordinata ed intelligente della propria offerta turistica in Internet; offre ai turisti un facile accesso alla rete e servizi online in linea con le loro esigenze.

4.      Economia della conoscenza e della tolleranza
una città smart è un luogo di apprendimento continuo, che promuove percorsi formativi profilati sulle necessità di ciascuno; è una città che offre un ambiente adeguato alla creatività, promuove innovazioni e sperimentazioni nell’arte, nella cultura, nello spettacolo, e si percepisce e si rappresenta come un laboratorio di nuove idee; è una città che privilegia la costruzione di una rete di reti non gerarchica, ma inclusiva, in cui i vari portatori di interesse e le loro comunità possano avere cittadinanza e voce; sviluppa alleanze con le università, ma anche con le agenzie formative informali; dà spazio alla libera conoscenza e privilegia tutte le forme in cui il sapere è libero e diffuso.

5.      Trasformazioni urbane per la qualità della vita
una città smart ha una visione strategica del proprio sviluppo e sa definire, in base a questa, scelte e linee di azione; considera centrale la manutenzione del suo patrimonio immobiliare e la sua efficiente gestione e usa tecnologie avanzate per questo obiettivo; fonda la propria crescita sul rispetto della sua storia e della sua identità e privilegia, in questo senso, il riuso e la valorizzazione dell’esistente in un rinnovamento che si basa sulla conservazione; nel suo sviluppo fisico crea le condizioni per promuovere la coesione e l’inclusione sociale ed elimina le barriere che ne impediscono la sua completa accessibilità per tutti i cittadini.

Anche se siamo ancora lontani da una diffusione soddisfacente di questi parametri, molti sono già presenti in più di una delle città italiane ed europee. Ad esse ed alle aziende di tecnologie e di servizi avanzati che supportano i progetti delle smart cities vogliamo dare spazio a FORUM PA 2010, per presentare le migliori esperienze, per discutere dei temi ancora aperti, per animare un confronto fattivo tra i diversi portatori di interesse.

La crisi sta comportando per tutte le città un ripensamento della pianificazione urbanistica ed una difficile riflessione strategica sullo sviluppo. Se questo è vero, siamo comunque convinti che senza uno sviluppo intelligente delle città la crisi non si supera, perché la costruzione di un Paese moderno, innovativo ed inclusivo non può che passare attraverso una dimensione urbana fatta a misura d’uomo. Perché è nelle città che si sperimentano nuove convivenze, è nelle città che si immagina il futuro.

Attori coinvolti
Lo zoom tematico coinvolgerà nella sezione espositiva, nei convegni, nei seminari e negli appuntamenti formativi:

  • l’ANCI che avrà la responsabilità politica e scientifica del tema;
  • le istituzioni centrali, quali Governo, Ministero delle Infrastrutture, Agenzia del Demanio, ANAS;
  • tutte le amministrazioni territoriali e le loro aziende di eccellenza che abbiano sviluppato una programmazione strategica verso città più intelligenti;
  • per il tema della gestione e valorizzazione dei patrimoni immobiliari: società di consulenza e progettazione, aziende di facility management e global service, società di trasformazione urbana, etc.
  • per il tema dell’infomobilità: aziende di ICT e di mobility management; aziende nazionali e locali di trasporto e concessionarie;
  • per il tema dell’ambiente: aziende di servizi ambientali, aziende di consulenza; aziende del settore energetico; aziende di costruzioni;
  • per il settore dell’economia della conoscenza: aziende di IT; aziende di telecomunicazioni; aziende legate al lavoro creativo; associazioni professionali; associazioni culturali;
  • per il settore del turismo: comuni, province e regioni e loro enti di promozione turistica; Ministro del Turismo e Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo; uffici nazionali preposti alla promozione del turismo; aziende e associazioni di aziende del settore turistico;
  • mondo finanziario (banche, fondazioni e istituti che offrono strumenti finanziari per gli investimenti e lo sviluppo).

Lo ZOOM Smart city è realizzato in collaborazione con ANCI

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