Approfondimento Zoom Green computing

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Foto di Wonderlane

Green computing: quanto è verde il mio computer?

Da quando Negroponte, nel lontano 1995, affermò nel suo libro “Being digital” che avremmo avuto a che fare sempre più con bit e sempre meno con atomi, l’informatica è sembrata in qualche modo svincolata dal pesante universo della materialità. Finché non sono nate in tutto il mondo sottosviluppato gigantesche discariche di rifiuti elettronici e ci siamo finalmente resi conto che, se si cambia hardware ogni due anni, da qualche parte si accumuleranno un bel po’ di carcasse.

Il  “green computing” ripensa l’ICT dal punto di vista della sostenibilità complessiva dello sviluppo delle nostre civiltà avanzate[i]: con “lo studio e la pratica del design, della manifattura, dell’uso e dello smaltimento di computer, server e periferiche perché abbiano, con efficienza ed efficacia, il minimo impatto sull’ambiente”.

Come si vede, si tratta di una pratica e di una teoria che per produrre i suoi effetti deve coinvolge progettisti, industrie, utilizzatori, amministrazioni pubbliche.

Su questa frontiera costruiremo uno degli zoom tematici del prossimo FORUM PA 2010 (17-20 maggio), cercando di mettere in evidenza i vari aspetti, positivi e negativi, dell’impatto ambientale dell’informatica e, soprattutto, quali possano essere le politiche e i comportamenti delle aziende e delle pubbliche amministrazioni per ottimizzare i vantaggi della tecnologia e minimizzarne i costi in termini di sostenibilità.

Questo impegno, che è insieme scientifico e politico, ha un peso sempre crescente sul nostro modo di concepire lo sviluppo delle nuove tecnologie. Le maggiori aziende del settore ne hanno fatto un’area di forte competitività per acquistare vantaggi concorrenziali presso i consumatori, in particolare sui mercati nordamericani e giapponesi. I consumatori, specie quelli più giovani e le associazioni ambientaliste hanno creato movimenti di opinione importanti, che stanno producendo cambiamenti sostanziali nella stessa progettazione del software e dell’hardware

In Italia la sensibilità, seppure in crescita, appare comunque minore rispetto ad altre esperienze estere e non ha ancora coinvolto appieno il maggior acquirente di tecnologie del Paese, la pubblica amministrazione, che potrebbe e dovrebbe essere driver essenziale per orientare sia la produzione che l’uso di tecnologie più eco compatibili.

È per questo che FORUM PA 2010 intende dedicare uno zoom, ovvero un approfondimento espositivo, congressuale e seminariale, al green computing: perché pensiamo che sia ora che l’attenzione cresca e che si sviluppino comportamenti più virtuosi.

In estrema sintesi[ii] le relazioni tra informatica e ambiente ruotano su vari  aspetti

  •  i consumi di energia e di materie prime non rinnovabili al momento della costruzione dell’hardware;
  •  i consumi di energia durante il funzionamento delle apparecchiature;
  •  lo smaltimento dell’hardware e delle sostanze (alcune molto tossiche) contenute al suo interno;
  •  il contributo che l’ICT può dare ad abbattere le emissioni di CO2, ovvero lo sviluppo complessivo di servizi ICT based che contribuiscano al  risparmio di consumi e di emissioni, ad esempio con il telelavoro, le teleconferenze, la dematerializzazione, etc.

Da questi aspetti derivano tre comportamenti per ridurre l’impronta ambientale dell’ICT

  • progettare e produrre hardware e software che: costino meno in risorse naturali ed energetiche nella produzione, consumino meno nell’uso, siano meno pericolosi e più facilmente riciclabili nello smaltimento;
  • usare l’ICT in modo più responsabile consumando meno, allungando il più possibile il ciclo di vita delle macchine, riusando tutto ciò che è riusabile;
  • smaltire i rifiuti elettronici in modo sostenibile evitando di creare, attraverso la perversa prassi dell’esportazione dei rifiuti, pattumiere internazionali in Paesi dove le regole ambientali sono meno severe.

È evidente come questa politica, che deve essere presente in ogni fase del ciclo dell’ICT, coinvolga pesantemente le aziende produttrici di software e hardware, le amministrazioni pubbliche, nel doppio ruolo di grandi utilizzatori di tecnologie e di regolatori del mercato, e gli utenti finali che incidono con il loro comportamento quotidiano.

Nello zoom di FORUM PA 2010 rileggeremo, quindi, sotto quest’ottica molti degli aspetti dell’ICT moderna:

  • l’enorme contributo  ambientale che potrebbero avere il “cloud computing[iii] e la virtualizzazione nella PA, permettendo terminali meno evoluti e, quindi, con un ciclo di vita molto più lungo ed un consumo di energia molto minore;
  • il necessario incoraggiamento all’introduzione del telelavoro e della telepresenza in tutte le sue forme (conferenze di servizi, telemedicina e teleconsulenze, processo telematico, etc.);
  • l’impulso verso l’utilizzo di computer ad alta efficienza[iv] e bassi consumi;
  • la promozione del riuso di hardware e software nelle amministrazioni pubbliche;
  • le tecnologie legate all’impiego di materiali riciclati e/o riciclabili;
  • le normative, i soggetti consortili e le azioni per lo smaltimento sostenibile dei rifiuti elettronici.

Tratteremo, inoltre, della grande responsabilità negli acquisti responsabili che hanno le amministrazioni pubbliche, tra l’altro legate ad una direttiva sul Green Public Procurement spesso disattesa.

Attori coinvolti
Lo zoom tematico coinvolgerà nella sezione espositiva, nei convegni, nei seminari e negli appuntamenti formativi:

  • DigitPA e le strutture del Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione;
  • le amministrazioni centrali e territoriali di eccellenza che abbiano sviluppato progetti per il Green Public Procurement;
  • le aziende di ICT che abbiano sviluppato e implementato soluzioni tecnologiche e progetti tesi a ridurre l’impatto ambientale delle tecnologie;
  • i consorzi e le associazioni di aziende e di istituzioni che hanno come loro fine l’ICT sostenibile;
  • il mondo delle università e della ricercaa;
  • le associazioni ambientaliste.

 

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[i] San Murugesan, “Harnessing Green IT: Principles and Practices,” IEEE IT Professional, January-February 2008, pp 24-33.
[ii] Questa articolazione e molte delle idee di questa presentazione sono ispirate dal bel libro di Giovanna Sissa “Il computer sostenibile – Franco Angeli – Milano 2008 e, sempre della stesa autrice  dal saggio “La strada della Green IT passa dal software”, Computer world, Febbraio 2010, pg. 42-45
[iii] In informatica, con il termine cloud computing si intende un insieme di tecnologie informatiche che permettono l'utilizzo di risorse hardware (storage,CPU) o software distribuite in remoto.
Una caratteristica del Cloud Computing è di rendere disponibili all'utilizzatore tali risorse come se fossero implementate da sistemi (server o periferiche personali) "standard". L'implementazione effettiva delle risorse non è definita in modo dettagliato; anzi l'idea è proprio che l'implementazione sia un insieme eterogeneo e distribuito – the cloud, in inglese nuvola – di risorse le cui caratteristiche non sono note all'utilizzatore
[iv] Un computer in generale dissipa il 25% dell’energia assorbita in calore: già portare l’efficienza dal 75% all’80% porterebbe ad una grande riduzione di consumo e quindi di emissioni di gas serra. E’ questo l’obiettivo di consorzi di grandi industrie manifatturiere multinazionali.